Prospettiva A-Ecco

Mappare visivamente la Valle del Sacco, tra Roma e Frosinone, equivale a ricostruire strati di storia del ‘900 italiano. Una linea visivo-temporale che parte dal dopoguerra e dal boom economico: accantonata la logica del piano Marshall, deflagra l’industrializzazione, nasce la cassa del Mezzogiorno. Qui, in Ciociaria, arrivano fondi per sviluppare un territorio ancora rurale, pur con insediamenti come Colleferro, attivi già dalla prima metà del secolo.

Parte la svolta economico-industriale: espropri, zone produttive, impianti chimici e bellici, crescita urbana. Tra anni ’60 e ’80 l’Italia vive un’espansione che trasforma i contadini in operai specializzati.

Ma dagli anni ’90 inizia la crisi: chiudono fabbriche, si spengono le insegne, emergono i costi ambientali e sociali di una crescita incontrollata.

Ecco! Un avverbio che introduce il presente. Oggi quella storia continua tra silenzi e nuove consapevolezze: capannoni vuoti, cattedrali nel deserto, contaminazione da betaesacloro cicloesano, incidenza tumorale, speculazione edilizia, alberghi dismessi. L’impatto è diventato cicatrice, e memoria viva.

La Valle viene riconosciuta come SIN, sito di interesse nazionale da bonificare. Nascono comitati, si lotta per l’aria, contro gli sversamenti nel fiume. Si prega, si cura, si muore. Ma anche si conosce, si riconosce, si agisce. Ora, negli occhi delle attiviste, dei vecchi operai, nei racconti di chi ha visto tutto, si riflette una coscienza nuova. Un futuro è ancora possibile. Qui. Aecco.